Spoleto, gestione dei rifiuti: le preoccupazioni di Cittadinanzattiva e Comitato Rifiuti zero

Riceviamo e pubblichiamo da Cittadinanzattiva Spoleto e Comitato Rifiuti Zero Spoleto:

Il famigerato “Piano industriale VUS 2022-2031, presentato in Consiglio comunale, piano segretato e non disponibile fino all’ultimo minuto, (non dico per noi che l’avevamo richiesto con un accesso agli atti, negato), ma sembra neppure per i soci stessi, è stato votato a larghissima maggioranza, con pochissime eccezioni, tra cui l’astensione del Comune di Spoleto.

Ci domandiamo come possano i comuni soci di questa società a capitale pubblico, avallare, i continui insuccessi e fallimenti degli obiettivi perpetrati, votando positivamente un piano che sarà attivo fino al 2031, di una società il cui contratto scade nel 2027 e con la previsione di gestore unico in tutta la regione entro pochi anni.

Ci domandiamo anche quali vantaggi possa avere il comune di Spoleto a rimanere socio, quando risulta il comune (sopra i 10.000 abitanti) maglia nera dell’Umbria per la percentuale di riciclo dei rifiuti, con scarsa qualità del servizio di raccolta, di spazzamento e di informazione e formazione ai cittadini, con tariffe aumentate e nessun rispetto come socio.

Ci saremmo aspettati che in Consiglio comunale fossero venute fuori tante domande … come spendete gli 8.000.000 di euro che il comune di Spoleto vi elargisce ogni anno? Come restituite i soldi incassati dalla vendita dei materiali riciclati nel comune di Spoleto? Come risanate le continue inadempienze fatte fino ad ora, in termini scarsa percentuale di raccolta differenziata e utilizzo della discarica di Sant’Orsola? Quali sono i motivi per cui avete un buco di bilancio cosi elevato? Dove sono le quote che ogni comune si era impegnato a versare per l’utilizzo della discarica di Sant’Orsola? Domande che rigiriamo noi al Presidente della VUS.

Cosa cambierà con questo piano industriale che necessita di 54 milioni di euro, (da aggiornare visto la crisi energetica), di cui la metà per sanare i debiti e gli altri per investimenti? Dall’illustrazione ci sembra un piano vecchio, in linea con il modus operandi adottato da 20 anni a questa parte. La novità, lo slogan “La raccolta differenziata da oggi è più semplice” – Più semplice per chi? Per i cittadini delle zone dove veniva fatta, anche se in maniera scadente, che si sono visti dimezzare il servizio? O per i cittadini che dovranno iniziare a farla senza adeguata formazione?

La formazione dei cittadini è il punto fondamentale!

Eppure sarebbe stato semplice copiare le buone pratiche di molte città italiane, dove la raccolta differenziata viaggia sopra la soglia dell’80%, dove i cittadini insieme al gestore e al comune hanno uno stesso obiettivo, dove i comuni virtuosi sono in grado di applicare la VERA TARIFFA PUNTUALE e soprattutto dove s’incamerano i proventi della vendita dei rifiuti riciclati. Proventi che consentono di alleviare in modo cospicuo i costi del servizio di raccolta.

Da qualche settimana c’è stata in città la magica apparizione di un’ isola ecologica informatizzata, in pratica un ritorno al vecchio cassonetto degli anni 80/90 modernizzato dall’apertura con scheda magnetica e sistema di peso dei rifiuti.
A leggere sui social, sembra siano molti i cittadini affascinati da questo sistema, peccato però che in molti comuni dove è stato adottato, stiano tornando alla raccolta porta a porta, come nel modenese (siamo in grado di fornire dati espliciti sul fallimento delle Isole Poco-Ecologiche). Nel comune di Bastia Umbra dove funzionava a pieno ritmo la porta a porta, con ottimi risultati, questi cassonetti “intelligenti” hanno portato solo svantaggi, costi di manutenzione, il ritorno di discariche a cielo aperto. Chi ha commissionato e pagato l’ isola ecologica informatizzata?

Questo sistema abbassa l’indice di riciclo dei materiali, deresponsabilizza i cittadini, perché non c’è controllo del rifiuto immesso, il rischio è che possa diventare più produttivo incenerire la tanta frazione impura, che ne deriva, piuttosto che riciclarla. E un inceneritore, seppur di ultima generazione inquina e non elimina le discariche.

Siamo stanchi dei continui disservizi, stanchi dello sperpero dei nostri soldi! Siamo seriamente preoccupati di queste scelte, la diminuzione dei passaggi di raccolta rifiuti e la presenza delle isole ecologiche informatizzate rischiano di disamorare ancora di più i cittadini ad una raccolta corretta.

Lanciamo un appello ai cittadini: è indispensabile ridurre i rifiuti e fare una raccolta differenziata corretta – un po’ di sacrificio vale un ambiente sano e la salute nostra e quella dei nostri figli!

In assenza di una programmazione da parte del comune di un’attività formativa per i cittadini, noi Associazioni ci faremo carico di questa attività su tutto il territorio comunale.

Restiamo in attesa di riscontro:
dalla VUS rispetto alle nostre domande;
dall’Assessore Agnese Protasi, di un incontro propedeutico all’organizzazione dell’ Osservatorio sui rifiuti (composto da associazioni, rappresentanti delle imprese, cittadini e membri del consiglio comunale di entrambi gli schieramenti), per monitorare periodicamente il servizio della VUS;
Dai Sindaci del Sub ambito 3 rispetto al servizio della VUS e ai vantaggi per i loro cittadini:
e infine una provocazione al Sindaco e all’Assessore Protasi valutiamo la possibilità di una gestione in house del servizio nel comune di Spoleto, ne potremmo avere solo vantaggi!

Cittadinanzattiva Assemblea di Spoleto

Comitato rifiuti zero Spoleto

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