Ospedali Spoleto e Foligno: nasce il terzo polo. Niente da fare per il punto nascite al San Matteo

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Ripristino del reparto di cardiologia h24, ampliamento del Pronto Soccorso e istituzione di sei posti di semi-intensiva, della medicina d’urgenza e l’Osservazione Breve Intensiva pediatrica. Niente da fare per il punto nascite

È stato costituito il terzo polo sanitario regionale, cioè l’integrazione degli ospedali di Spoleto, Foligno e Valnerina. 

“Il nostro nosocomio – si legge in una nota stampa del sindaco Sisti – continuerà ad essere sede di DEA di I livello, con il ripristino del reparto di cardiologia h24, l’ampliamento del Pronto Soccorso e l’istituzione di sei posti di semi-intensiva, della medicina d’urgenza e l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) pediatrica. L’acceleratore lineare, che verrà sostituito con un nuovo apparecchio di ultima generazione entro marzo 2023, verrà impiegato per 12 ore giornaliere rispetto alle 6 attuali”. “Questa proposta di integrazione – continua Sisti – che la Giunta regionale delibererà nei prossimi giorni per poi richiedere l’autorizzazione al Ministero della Salute, prevede per Spoleto la conferma della struttura complessa di chirurgia, l’utilizzo del robot a servizio non solo del San Matteo degli Infermi, ma dell’intera Usl, la degenza per ginecologia, il servizio di riabilitazione nuovamente all’interno dell’ospedale ed il collegamento con il reparto di ortopedia. Sono previsti anche 20 posti letto per l’ospedale di comunità, che verrà ospitato nella nostra struttura ospedaliera”.

Questi in estrema sintesi gli aspetti principali. Niente da fare, invece, per il punto nascite per cui non è prevista la riapertura “resa impossibile – dice Sisti – dal diniego ricevuto dal Ministero della Salute che non ha concesso la deroga come da noi auspicato e ribadito in ogni occasione di confronto. Si tratta senza dubbio di una nota dolente, per noi e per il personale medico-sanitario che ha garantito per anni il servizio nel nostro ospedale e a diretto contatto con le famiglie dello spoletino”.

2 Responses

  1. Non vi lamentate, tranquilli, fra non molto si potrà partorire in strutture private…

  2. PUNTO NASCITA E OSPEDALE DI SPOLETO. CHE TACCIANO I LAMENTI E SI PASSI ALL’AZIONE.
    Ospedale di Spoleto, punto nascita chiuso ha deciso il ministro del governo Meloni. E’ la legge, dichiarano i becchini. Ma chi l’ha detto che deve andare così! Molti di noi, ormai vecchi sono nati all’ospedale di Spoleto, i nostri figli, 20, 30, 40 anni fa, sono nati all’ospedale di Spoleto.
    Oggi nel 2022, non si può nascere all’ospedale di Spoleto.
    Lo chiamano progresso, sono invece le leggi del potere economico e della politica che lo serve, che riduce le persone a numeri, oggetti, merci. Ma non può, non deve finire così.
    La questione adesso e’ cosa siamo disposti a fare, a rischiare, a pagare in termini di repressione, che e’ il prezzo che paga chi si batte contro decisioni del governo, oggi quello Meloni, instradato dal governo regionale Tesei che ha chiuso il punto nascita di Spoleto due anni fa, che sono un abominio, il rovescio della storia, un tonfo nel futuro che e’ come dire un ritorno al passato.
    Che si tacciano i lamenti, che si incatenino, magari davanti al Pronto soccorso gli Amministratori, che insorga la città contro le regole, che tali non sono ma catene contro una popolazione spogliata e umiliata nella sua ragione, nella sua storia, nella sua dignità.
    ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA

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