Prove tecniche di elezioni …secondo qualcuno

AM..MUTI..NATI

“Gesto di responsabilità istituzionale e di attenzione…per aprire un confronto politico con il Sindaco per le scelte strategiche per la città”.  Queste le motivazioni addotte dal PD locale per giustificare la figuraccia fatta non presentandosi in Consiglio Comunale. Mi chiedo: avete aspettato quattro anni per confrontarvi sulle strategie utili per Spoleto? Visti i non risultati, probabilmente sì.                                                                  

 Secondo me, invece, le motivazioni sono molto più sottili e politicamente subdole. L’uscita pubblica, imbevuta di spirito crocerossino, non è per lanciare un avvertimento a Sisti, ma per iniziare a riacquistare verginità e credibilità nei confronti della città con l’approssimarsi della prossima scadenza elettorale.                                                     

 Tutto quello che è accaduto o, peggio ancora, non accaduto in questi ultimi quattro anni, è merito o demerito di tutta la maggioranza che ci governa e non del singolo uomo al comando, anche se tronfio di supponenza.                                                            

 Il PD di Lisci, Trippetti, Chiodetti e Cesaretti, in questa legislatura ha avallato ogni azione strategica, senza battere ciglio. Peggio se l’avesse subita. Sarebbe stato un sintomo di assoluta incapacità.                                                                                         

 I Cinque Stelle, che dovevano aprire mille cassetti, hanno chiuso i propositi in cassaforte, dimenticando la combinazione. Gli altri movimenti si sono limitati a sorreggere lo strascico dell’abito della sposa venuta da lontano.  E’ troppo facile adesso, che bisogna portare il resoconto, dire: io non c’ero o, se c’ero, ero distratto.                                                                                                                

 La crepa, che si manifesta palesemente in queste ore, a mio avviso, aveva preso corpo già in occasione delle ultime elezioni regionali, al venir meno cioè del sostegno del primo cittadino al candidato locale del PD.                                                                                 

  Il primo lo ha fatto probabilmente per limitare il potere del secondo; il secondo ora se l’è segnata al dito. Ed ecco i primi risultati.                                                                                                 

Fra questi giochi e giochetti, c’è però il futuro della città, ingessata per dare spazio a furbizie, calcoli, congetture, ipotesi, che riguardano il destino dei singoli e non della comunità.                                                                                                                         

Il Piano Regolatore attende, i servizi annaspano, i negozi chiudono quotidianamente, i giovani se ne vanno, le strade e il decoro urbano ai minimi storici, nessuna visione per la Spoleto del domani. Le poche cose realizzate, sono state pensate da altri.                     

 E adesso, chi ha ridotto la città in queste condizioni, vorrebbe gestire il risanamento, con gli stessi uomini e gli stessi metodi?                                                                                 

Pensavamo che piovesse, ma non che grandinasse!!!                                                           

 In questa pioggia di incapacità gestionale, il sindaco Sisti ha provato ad essere l’ombrello, ma l’hanno rilegato a fare il parafulmine. Chissà se ha compreso che, se un giorno dovesse cessare la pioggia, un parafulmine non servirà più.-        

Spoleto, lì 28 gennaio 2026                                             

IL CONSIGLIERE COMUNALE

   Sergio Grifoni

 

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