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Anna Cherubini, “Diventeremo amiche”, Solferino 2024

Tutti noi ricordiamo la vicenda di Emanuela Orlandi, una ragazza quindicenne scomparsa a Roma nel 1983.
Anna, l’autrice di questo libro, ha conosciuto Emanuela; i loro padri lavoravano entrambi in Vaticano, con la differenza che gli Orlandi erano cittadini vaticani e i Cherubini cittadini italiani. Emanuela frequentava una scuola di musica del Vaticano, con la singolare caratteristica che nelle stesse aule sedevano – come allievi – adolescenti ed ecclesiastici, spesso molto adulti.

All’uscita da quella scuola Emanuela, appena quindicenne, è sparita in un pomeriggio di giugno. Solo la tenacia del fratello Pietro Orlandi e di alcuni giornalisti, come il grande Andrea Purgatori, recentemente scomparso, hanno fatto si’ che in questi 41 anni il caso restasse ancora aperto, nonostante i numerosi tentativi di insabbiamento.
In maniera molto lucida e senza facili compiacimenti cronachistici (anche se questo cold case si presterebbe), Anna ha condiviso i suoi ricordi. Il suo “Diventeremo amiche” non è un libro SU Emanuela Orlandi (agli inquirenti la ricerca della verità storica) ma un percorso di lettura su un’epoca e su un mondo che non esistono più, i cui testimoni sono oggi morti o molto anziani. Con una scrittura fluida e molto intima Anna Cherubini ci ha permesso di comprendere la dimensione quotidiana degli adolescenti di quell’epoca e di adolescenti ‘speciali’ per il lavoro dei loro genitori presso la Santa Sede come Anna ed Emanuela in una Roma appena uscita dagli anni di piombo e già terra di conquista per le band criminali.

Per chi era bambina o adolescente negli anni Ottanta Emanuela Orlandi è stata un simbolo e uno spettro: la sua foto con la fascetta è diventata iconica, ha rappresentato suggestioni e paure, ha incuriosito e inquietato. Quello che di certo c’è è che tutte noi vorremmo sapere cosa è successo davvero, a costo di dover affrontare scomode verità.

Lucia Romizzi

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