Spoleto7libri, “Addio Fantasmi” e “Sesso” di Nadia Terranova

 
Questa settimana vi presentiamo “Addio fantasmi” e “Sesso”, due libri, bellissimi, l’uno scritto, l’altro curato da Nadia Terranova. “Addio fantasmi”, appena uscito in edizione economica, è la storia di Ida, che torna a Messina per fare i conti con il suo passato e con la scomparsa del padre. L’antologia di racconti “Sesso” è invece qualcosa di diverso ed estremamente originale. “Sesso” propone storie di uomini e donne alla scoperta (o riscoperta) dei loro corpi e delle loro emozioni, mostrandoci l’eros nella sua molteplicità di sfumature.
Nadia Terranova, firma del quotidiano “La Repubblica”, scrittrice di libri per bambini, autrice di romanzi e finalista al Premio Strega 2019, ha risposto alle nostre domande.

Nadia, il grande pubblico ti conosce per lo splendido romanzo “Addio fantasmi”. Al centro del libro c’è il conflitto tra una madre e una figlia ormai adulta. In quale prospettiva hai declinato questo scontro generazionale?

Non lo chiamerei “scontro generazionale”. È un rapporto titanico tra madre e figlia che mi ha ricordato la tragedia greca.

Perché hai scelto il titolo “Addio fantasmi”?

Ho scelto queste due parole negative che creano un concetto positivo. Per me sono l’espressione maggiore del senso di liberazione.

Il tuo romanzo “Addio fantasmi” è ambientato a Messina. Cosa rappresenta per Te questa città?

Messina è la città in cui sono nata e in cui ho vissuto fino a 25 anni. Sono molto legata alla mia città, nonostante la mia vita si sia spostata altrove. È un laccio che non scioglierò mai e voglio tenere così: per me è importantissimo. Le radici sono fondamentali per la scrittura e quindi per la vita.

All’altra città della tua vita, Roma, hai da poco dedicato un altro libro, “Come una storia d’amore”. Quale è la “tua” Roma?

La mia Roma è quella della periferia, Roma est. C’è un misto di proletariato, migranti e piccola borghesia in cui vivo benissimo, mi riconosco. È un luogo in cui scopro ogni giorno qualcosa di nuovo e che mi piacerebbe raccontare.

Hai recentemente curato una raccolta di racconti per la rivista K de “Linkiesta”, che ha come filo tematico il “Sesso”. Un libro coraggioso e mai banale. Come l’hai concepito?

Io volevo partire con una rivista che fosse proprio di carta nell’anno in cui le librerie hanno faticato e ho scelto un tema forte “il sesso” perché avevo voglia di affrontare qualcosa di coraggioso attraverso visioni differenti.

In un momento come quello attuale, in cui l’uomo da “essere sociale” sta diventando sempre più “solo”, che significato può assumere l’eros?

L’eros è tante cose, ma volevo raccontarne l’aspetto problematico. In questo tempo così lungo e complicato il desiderio e la realizzazione sono due passaggi molto distanti, irrinunciabili. Ma dobbiamo fare i conti con le difficoltà del periodo storico, non possiamo non tenerne conto.

Alcuni racconti di “Sesso” sono firmati da alcune giovani, interessantissime autrici. Cosa ne pensi di questa giovane generazione di scrittrici, così amate dal pubblico?

Le autrici giovani di questi ultimi tempi sono brave e coraggiose. Mi auguro che possano occupare un posto nel mondo importante, hanno tutte le potenzialità per farlo.

Lucia Romizzi