Casa Rossa: "SI STA COME GLI IMPICCATI, CON LA CORDA SUL COLLO"

Si lavorano ogni giorno tutte le ore che il padrone vuole. Nel centro commerciale il contratto dura un mese, al massimo tre, poi, quando a legge impone al padrone l’assunzione definitiva (dopo tre anni), sei definitivamente licenziato. Lavori in una piccola azienda per mesi e non ti pagano, succede anche alla IMS che piccola non è. Lavori in una grande azienda, magari del settore alimentare, e…, questa settimana lavori solo il sabato, la prossima niente, quella dopo i primi due giorni, poi, dopo 10 anni di “contratti agricoli” vieni buttato in mezzo alla strada. Porti a tavola dalle otto di sera alle cinque di mattina e ti danno 25 euro, in nero. Al call center prendi 300 euro al mese, quando ti va bene sono 600. Ti hanno licenziato perché prendevi 1200 euro e ora il tuo padrone ha portato la fabbrica all’estero e paga i suoi nuovi operai ne da 250. Ti fanno lavorare in condizioni pericolose, protesti e ti licenziano per motivi economici. Lavori in una grande azienda della zona ( di cui si è sentito molto parlare negli ultimi tempi ), ti rompi una mano, ma la malattia non è più un diritto ma solo un motivo per il licenziamento, ogni mattina ti levi la stecca e vai a lavorare per non perdere il lavoro. Ti umiliano, devi inghiottire e stare zitto, perché non c’è più un partito degli operai  e un sindacato forte che difenda i lavoratori.

Tutte le vertenze e i casi denunciati nell’ultimo anno al Sindacato di Base a Spoleto parlano di questo, ragazzi di venti anni che devono avere stipendi arretrati di mesi da piccole aziende della zona (hanno anche imparato a non licenziare, gli basta non pagare), licenziamenti per motivi “economici” e richiesta ai licenziati di fare lo stesso lavoro o in nero o come collaboratore esterno. Licenziamenti ad orologeria per non fare scattare i diritti che la legge prevede.

Dipinte in queste rive

Son dell’umana gente

Le magnifiche sorti e progressive .

Qui mira e qui ti specchia,

Secol superbo e sciocco,

Che il calle insino allora

Dal risorto pensier segnato innanti

Abbandonasti, e volti addietro i passi,

Del ritornar ti vanti,

E procedere il chiami………………………..

Libertà vai sognando, e servo a un tempo

Vuoi di novo il pensiero,

Sol per cui risorgemmo

Della barbarie in parte, e per cui solo

Si cresce in civiltà, che sola in meglio

Guida i pubblici fati……………………………

Per questo il tergo

Vigliaccamente rivolgesti al lume

Che il fe’ palese: e, fuggitivo, appelli

Vil chi lui segue……………………………….

(Giacomo Leopardi)

SIAMO RITORNATI ALL’OTTOCENTO E ALLA BARBARIE CHE CHIAMANO LIBERTA’, NESSUNA REGOLA, NESSUN DIRITTO, SOLO, NOI SERVI E LORO PADRONI.

Associazione Culturale CASA ROSSA