Una graphic novel per l’estate: “La scoperta di Troia” (Becco Giallo Editore)
In queste calde giornate, in cui l’Odissea di Christopher Nolan accende i social, non può esserci lettura migliore di un libro che ci racconti la ‘vera’ storia della scoperta di Troia.
Ne parliamo con la fumettista Chiara Raimondi.
Chiara, come ti sei avvicinata al mondo del fumetto?
Ho sempre disegnato tantissimo, fin da quando ho memoria, ma il vero avvicinamento al mondo del fumetto c’è stato nel momento di scegliere un percorso universitario. All’Accademia di Belle Arti di Bologna c’era il corso di Linguaggi del Fumetto che mi incuriosiva tantissimo, ho provato a sostenere l’esame di ingresso e da lì è iniziato tutto!
Nel marzo 2026 è uscita la tua graphic novel “La scoperta di Troia”, realizzata in collaborazione con l’archeologo Emiliano Barletta nelle vesti di sceneggiatore. Come è nata l’idea di questo volume?
L’incontro fra me ed Emiliano è sempre collegato a miei impegni accademici: stavo scrivendo la mia tesi di laurea sulla divulgazione a fumetti e il mio professore, Gianluca Costantini (quello del famosissimo ritratto di Patrick Zaki, per intenderci), mi consigliò di contattare Emiliano Barletta, un archeologo che scriveva e si occupava anche di fumetti.
“La scoperta di Troia” è stata l’inizio della nostra collaborazione, ma abbiamo tantissimi altri progetti in cantiere!
Nell’immaginario collettivo Heinrich Schliemann è un personaggio di grande fascino ma carico di ombre. Ha dimostrato che la Troia dei poemi omerici era realtà, e non mito. Per la prima volta il vostro lavoro racconta però la vera storia della scoperta di Troia…
Sì, Emiliano affronta il racconto di queste figure con la massima attenzione e fedeltà alla vicende storiche, a quello che è veramente successo. Schliemann era un uomo che sapeva mentire e creare leggende attorno a sé, è stato un personaggio molto complesso, che ha comunque rappresentato un aspetto di quelli che sono stati gli albori dell’archeologia come disciplina. Per noi era davvero importante (e interessante) raccontare l’uomo dietro al mito.
Dalla lettura emerge un altro aspetto particolarmente curioso: Schliemann era amico di Giuseppe Fiorelli, il grande archeologo che ha scavato Pompei. Perché avete scelto di inserire questo prezioso filo narrativo?
Abbiamo voluto raccontare la sua amicizia con Fiorelli anche per legare la sua vita all’Italia. Fra Schliemann e Fiorelli c’era un’amicizia stretta e uno scambio continuo: Schliemann amava discutere delle proprie ricerche con Fiorelli, e stimava molto il lavoro di questo suo collega italiano a Pompei. Volevamo che le ultime pagine del nostro fumetto fossero proprio un dialogo fra loro due, una riflessione su Troia e sugli albori dell’archeologia.
Nella graphic novel esistono più piani temporali. Quali sono e perché avete fatto questa scelta?
Il nostro fumetto intreccia tre linee narrative diverse: il presente degli scavi a Hissarlik (attuale Turchia) alla ricerca della città omerica, il passato della vita di Schliemann con la sua prima moglie e il futuro dei suoi ultimi giorni a Napoli, dove l’uomo è morto a causa di un’infezione. Abbiamo scelto di raccontare in questo modo la vita di Schliemann, con frequenti flashback e flashforward, sia per movimentare la narrazione che per mostrare le mille vicende diverse che questo archeologo ha attraversato.
Perché a tuo avviso i miti omerici hanno ancora un fascino così incredibile?
Secondo me il fascino dei miti omerici sta nel fatto che nascono dal racconto orale, dall’interpretazione e da un lavoro collettivo. Li percepiamo
come racconti senza tempo, magici e fantastici ma comunque nostri, liberi di essere reinterpretati e narrati in mille modi diversi.
Accennavi prima a nuovi lavori. A quali progetti futuri ti stai dedicando?
Con Emiliano abbiamo tantissimi progetti di racconti a fumetti, sempre basati su vite di archeologhe incredibili. Uno di questi sarà su Getrude Bell, la ‘regina del deserto’, prima esploratrice, archeologa e diplomatica nel Medio Oriente, che collaborò con Lawrence d’Arabia nel supportare le rivolte arabe durante la Prima guerra mondiale.
Grazie, Chiara, per averci raccontato della vostra graphic novel. A questo punto non possiamo che aspettare con ansia i vostri nuovi lavori, che ridaranno un volto e una voce ad altri personaggi che hanno fatto la storia dell’archeologia ma che, per qualche motivo, sono stati dimenticati.
Lucia Romizzi
***Nota della Redazione. La nostra collaboratrice storica Lucia Romizzi ha presentato il 30 luglio 2026 “La scoperta di Troia” al Parco Archeologico del Sodo a Cortona (AR) nell’ambito della rassegna “Narrazioni d’estate”, curata da Eleonora Sandrelli (MAEC) in collaborazione con Ballardian e Libri Parlanti. In quell’occasione Lucia ha conosciuto Chiara Raimondi e con Chiara ha assistito ad una straordinaria experience di proiezione archeologica dentro un tumulo etrusco, realizzata per l’evento in questione da Andrea Cocchi, a dimostrazione di quanto i nuovi linguaggi grafici, audiovisivi e multimediali possano rendere sempre più attrattiva e vitale la disciplina archeologica. Ci auguriamo di poter avere Chiara presto ospite anche a Spoleto!

