Che fine farà il palazzo dell’Ex Banca Popolare?

In data 29 dicembre 2017, due diversi collegi civili del Tribunale di Spoleto, dopo variegate vicende amministrative e giudiziarie, emisero apposita ordinanza per decretare di fatto il fallimento della Società Cooperativa Credito e Servizi, già controllante della Banca Popolare di Spoleto.                                   

Due anni dopo avveniva la fusione fra la BPS e la Banca Desio. Praticamente spariva per sempre la banca degli spoletini, quell’Istituto creditizio voluto con tenacia dall’allora sindaco Domenico Arcangeli e dal capace Giulio Cesari.                             

La gestione del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’ex Cooperativa, è stata di fatto demandata ad un curatore fallimentare. Fra i beni patrimoniali, figura anche e soprattutto l’immobile dirimpettaio a palazzo Pianciani, ultima sede della Società, nonché prima storica sede della BPS.

Sembrerebbe che il richiamato immobile, attualmente puntellato perché danneggiato dall’ultimo terremoto, venga messo all’asta per una conseguente alienazione. Visto che il palazzo assume una valenza simbolica importante per ciò che ha rappresentato per la città ma, soprattutto, per l’utilizzo che se ne potrebbe fare in futuro, ho presentato una interpellanza al Sindaco di Spoleto per conoscere:

 

  1. a) se l’Amministrazione Comunale è a conoscenza dello stato dell’essere delle procedure fallimentari e dell’eventuale procedimento per l’alienazione attraverso asta immobiliare del palazzo su richiamato;

 

  1. b) se l’Amministrazione Comunale intende perseguire atti mirati, sia direttamente o attraverso il coinvolgimento di altri soggetti, affinchè il palazzo in questione non diventi frutto di azioni speculative private ma, di contro, possa essere acquisito per un pubblico utilizzo al servizio della comunità.

 

L’area ove è ubicato l’immobile è particolarmente strategica e avere come Ente a disposizione un simile contenitore, potrebbe diventare un valore aggiunto per ogni iniziativa di sviluppo di Spoleto e del suo territorio. Da considerare poi che, nella medesima zona, è ubicato anche lo stabile dell’ex Cassa di Risparmio, anch’esso non utilizzato nella sua pienezza. Lasciare solo ai privati la possibilità di sfruttare le richiamate strutture, potrebbe portare ad una mera speculazione economica che, anche se legittima, rischierebbe di non avere ricadute positive per la città. Controllare e influenzare l’evoluzione delle cose, potrebbe di contro ritornare utile alla comunità. Visto che, come città, non siamo riusciti a salvare questa nostra banca, cerchiamo almeno di salvarne il palazzo!!!

 

Spoleto, lì 18 dicembre 2025                IL CONSIGLIERE COMUNALE

                                                                     Sergio Grifoni

One Response

  1. La politica meno s’impiccia meglio è.

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