PASSATA LA FESTA, GABBATU LU SANTU!!!!!
L’ASL numero due, avrebbe deciso di chiudere tutti i lunedì il Centro Trasfusionale di Spoleto, con la solita motivazione di carenza di personale. Qual’è il reale pericolo? Che ora chiudono un giorno, fra un po’ di mesi diventeranno due, quindi tre e, alla fine, sparirà il servizio.
Ricomincia la ben nota politica del carciofo ovvero, ti tolgo un pezzetto per volta, in modo che non senti forte dolore, per poi arrivare alla spoliazione. Quello che è accaduto da vent’anni a questa parte al nostro Ospedale. Per la Regione, tre anni fa, non è stato quindi difficile riconvertirlo e trasformarlo in full Covid. Certamente un errore, strategico e politico, soprattutto perché avvenuto repentinamente e senza il coinvolgimento preventivo della popolazione interessata.
Poi è nato il Progetto Terzo Polo.
Ho sempre affermato che tale progetto è fortemente sbilanciato a favore di Foligno, ma è l’unico “pezzo di carta” scritto sul quale, dopo decenni di richieste, è riportata una suddivisione dei servizi sanitari fra i tre comprensori. Da tre anni sto chiedendo a gran voce, soprattutto in Consiglio Comunale, di mettersi intorno ad un tavolo per riequilibrare tale suddivisione, e dare maggiore dignità al nostro ospedale.
E’ la miglior strada percorribile, perché la sinergia fra i due nosocomi è gioco forza per mantenere i parametri di legge. Qualcuno avanza la proposta di un nuovo ospedale a metà strada (a metà strada e non come si voleva fare trent’anni fa a S. Eraclio); sarebbe il toccasana, ma la sua realizzazione ha tempi lunghissimi e delle oggettive difficoltà di risorse. Qualcun altro chiede di abolire il progetto e ritornare esattamente come prima, senza pensare che ritorneremmo alla stessa situazione per cui abbiamo protestato per anni.
Il San Matteo tutto questo non può permetterselo, semplicemente perché non può aspettare!!!
Ecco perché non sono sceso in piazza prima contro la Tesei e non lo faccio ora contro la Proietti. Protestare e sbraitare, in questa fase, non ci porta a nulla. Concentrarsi poi solo sul Punto Nascite, crea a chi di dovere l’occasione per penalizzarci in altri importanti servizi. Anche alcuni giorni fa si è organizzata l’ennesima contestazione. Presenti una cinquantina di irriducibili, ai quali riconosco per lo meno la costanza e la coerenza. Assenti guarda caso molti di quei politici che un anno fa inveivano contro la Regione, strappando i fogli del Piano Sanitario Regionale in segno di protesta, e mostrando cartelli con su scritto a lettere cubitali l’impegno di riportare subito tutti i servizi al San Matteo in caso di vittoria elettorale.
La vittoria c’è stata, ma i servizi non sono tornati: campa cavallo che l’erba cresce!!!
Anzi, alcuni servizi per i quali si stava operando per acquisirli, sono spariti dall’orizzonte.
Mi riferisco alla chirurgia testa-collo, alla struttura complessa di urologia, al consolidamento della ginecologia, alla ultimazione dell’ascensore, fino al problema attuale del Centro Trasfusionale.
Continuano i proclami, le promesse, i richiami al Piano Sanitario Regionale (che non si sa quando arriverà e come arriverà) ma intanto, anziché andare avanti, andiamo indietro. Ecco quindi la riflessione: perché si continua ad evitare la concertazione? Perché nessuno si mette intorno al tavolo giusto per pretendere concretamente questo riequilibrio, nemmeno adesso che la guida politica regionale è cambiata. Non vi sembra strano tutto ciò???
Quale disegno reale c’è dietro?
Mi ritorna allora alla mente un vecchio proverbio: passata la festa, gabbatu lu santu!!!
Spoleto, lì 24 ottobre 2025 IL CONSIGLIERE COMUNALE
Sergio Grifoni

