CronacaRedazione

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Scazzottata davanti al Bar Rotini

E’ successo ieri. Motivo un parcheggio. Un’ auto stava aspettando che un’altra facesse manovra e le lasciasse il posto. Fermo con la freccia lampeggiante, l’autista in attesa di parcheggio, un noto rappresentante spoletino,  non poteva prevedere, che il classico furbetto facesse più veloce del vento e gli soffiasse l’ambito posto. L’autista beffato suona il clacson e lo apostrofa : “ma che ca.. fai, non vedi che ci sono io ?” – l’altro non si perde d’animo e farfuglia: “Ma stavi li fermo che ne so che devi parcheggiare !  Allora l’autista rimasto all’asciutto apostrofa il furbetto con il più classico :”Sei Un villano”. A questo punto l’usurpatore di parcheggio ormai a piedi afferra per il collo l’autista ancora in auto  e sferra un clacio alla macchina. E’ un attimo e scoppia la rissa. I due se ne danno di santa ragione, ma ad avere la peggio è l’usurpatore , che vistosi ormai perso fa marcia indietro, in tutti i sensi e chiede scusa all’usurpato, addirittura cedendogli il posto che gli spettava. Una storia non proprio a lieto fine, che ha movimentato il tranquilo e sonnacchioso pomeriggio spoletino in via Flaminia.

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Studente trovato morto a Perugia

Questa mattina, poco dopo le dieci, la polizia ha trovato morto, all’interno della sua stanza nel collegio universitario dell’Adisu in via Faina, a Perugia, uno studente albanese di 26 anni, laureando in Scienze Politiche.

Tra le cause del decesso, la polizia (intervenuta con le volanti e la squadra mobile, chiamata dal personale della struttura che non vedeva il ragazzo da un paio di giorni) sta prendendo in considerazione anche quella della dose eccessiva di stupefacenti.

Sul corpo del giovane gli investigatori non avrebbero rilevato alcun segno di violenza.

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Cade dall'albero e muore

E’ morto nella tarda mattinata di oggi dopo essere caduto da un albero nelle vicinanze della propria abitazione, sul quale stava eseguendo degli interventi di potatura, un 70enne perugino residente a San Martino in Campo.

Sul posto è intervenuta la Polizia, tecnici dell’Asl ed un’ambulanza del 118, che ha provato a lungo, ma senza riuscirci, a rianimare il 70enne.

(fonte ANSA)

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Ecco le prove che incastrano le "bestie"

Dopo l’arresto del terzo ricercato del commando che ha seminato panico e morte nel perugino, con diverse rapine in villa e l’uccisione di Luca Rosi, l’impiegato bancario di 38 anni, morto per difendere la sua famiglia, si chiude il cerchio delle indagini dei fatti di Ramazzano.

Gli arresti sono cominciati con la cattura del presunto basista della banda, poi continuati fino a venerdì scorso, con il fermo dei primi due romeni.

Infine l’epilogo di lunedì con l’arresto del terzo uomo, D.G. praticamente braccato dalle forze dell’ordine che lo hanno raggiunto grazie all’esame dei contatti telefonici con uno degli altri fermati e con un mandato di arresto europeo messo in atto dalla polizia romena.

Anche il 23enne, è accusato di rapina aggravato in concorso, omicidio pluriaggravato, sequestro di persona e uso abusivo d’armi e secondo i pm sono diversi gli elementi che lo collocherebbero, insieme alla banda, sulla scena del delitto.
Si tratta del Dna sulla scarpa di I.G. ritrovata a Torgiano ( lo stesso isolato a Resina ) e nel covo che ha ospitato il gruppo prima del rientro in Romania, di una suoneria del telefonino ed ancora gli stessi jeans e scarpe da ginnastica.

Nel frattempo i due stranieri fermati venerdì, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio del giudice e la compagna di Luca, Mary ha chiesto per i responsabili, una condanna esemplare.

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Il Movimento ancora Campione Regionale(VIDEO)

Stavolta sono stati i maschietti a tenere alto il nome del Movimneto. In una gara organizzata dalla società spoletina al Palarota che ha richiamato oltre 150 ginnasti da tutta la regione, Giacomo Bellomo si è laureato Campione Regionale  alle Parallele e al MiniTrampolino , mentre Samuele Ceasarini si è classifcato secondo alle Parallele e secondo al Minitramplino. La premiazione è stata realizzata dal sindaco Daniele Benedetti che ha speso parole di elogio per la società di daniela Ottavi per il lavoro che svolge da sempre nel nostro territorio. Ecco il video estratto dal servizio della trasmissione spo7gio andata in replica poco fa.

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Clamoroso ed assurdo ingorgo nella notte in centro storico (FOTO)
Stanotte sono stati in diversi che si sono trovati di fronte all’assurdo.
Si perché è assurdo che ci si trovi di fronte ad una situazione in cui per proseguire, in strada, si debba scegliere tra una multa delle telecamere della ZTL o l’andare dritto per dritto contro il camion dei Nomadi.
Stasera al teatro Gian Carlo Menotti prendeva via il tuor dei Nomadi, i quali avevano un camion parcheggiato di fronte all’uscita laterale del teatro, in via della Filatelia, rendendo così impraticabile quella via. Nessun problema se non fosse che l’unica altra via in cui le auto potevano passare, era quella che passava nella ztl provvista, ovviamente, di telecamere che sicuramente stasera non erano state disattivate – infatti il cartellone elettronico diceva ZTL CHIUSA.
Diverse macchine così, molte anzi, sono dovute indietreggiare – andando contromano – fino a piazza Collicola e, da lì, andare un pelo più indietro e girare per la scuola xx settembre. Grosso azzardo (che a qualcuno è ostato caro), per carità, ma visto che nessuno delle forze dell’ordine interpellate dai diversi sprovveduti guidatori sapeva dare migliori indicazioni, i cittadini, indignati, si sono anche ingegnati.
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Prese le "Bestie", manca il terzo.
Iulian Ghiorghita, 31 anni, e Aurel Rosu, appena 20 anni: questi i nomi dei due romeni fermati stamattina con l’accusa di essere i rapinatori che hanno ucciso Luca Rosi e stuprato la 54enne di Pietramelina. Sono entrambi domiciliati a Vercelli. C’è un terzo complice, che è ancora ricercato in Italia e all’estero. Sono loro le «bestie» come le ha definite Bruno, papà di Luca Rosi, ucciso il 2 marzo scorso a Ramazzano.
Ghiorghita e Rosu stavano tornando in Italia a bordo di un minibus (un furgone Mercedes) di quelli che fanno la spola tra Italia e Romania. Dopo l’omicidio erano riusciti a tornare in patria e lì gli inquirenti avevano attivato la polizia rumena per catturarli. Ma improvvisamente ai carabinieri è giunta la notizia della partenza. Il furgone andava verso Padova-Venezia, poi verso altre destinazioni del Nord Italia. Così è scattato il blitz. Alle 6, a una sosta poco dopo il confine italo-sloveno di Gorizia due carabinieri in borghese si sono avvicinati ai rapinatori e, senza quasi che gli altri se ne accorgessero, li hanno caricati in macchina. Direzione Perugia.
Ad attenderli un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Carla Maria Giangamboni, con le accuse pesantissime di rapina aggravata, sequestro di persona, violenza sessuale, porto ed uso abusivo di armi e, ovviamente, omicidio pluriaggravato. Lo ha specificato il comandante Angelo Cuneo nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al comandante del reparto operativo provinciale Pierugo Todini e al comandante del Reparti crimini violenti Vincenzo Molinesi.
Al momento ai tre (i due arrestati più il ricercato) vengono contestati tre colpi: la tentata rapina ai coniugi Barcaccia a Bastia Umbra nel giugno 2011, la rapina con stupro alla famiglia Papa di Pietramelina del 3 febbraio scorso e la rapina con l’omicidio di Luca Rosi il 2 marzo. Ma si indaga su altri colpi, non solo in Umbria. Il gruppo di fuoco si muoveva dal Piemonte poco prima dei colpi, ma aveva covi. Uno di questi a Resina, vicino Perugia. Qui c’era anche il basista, Catalin Simonescu (ma forse non è l’unico) e una serie di complici.
Al commando i carabinieri sono giunti grazie ad alcuni elementi. Il primo è il dna di Ghiorghita: lo stesso trovato sulla scarpa che perse fuggendo dai Barcaccia e nel corpo della povera donna stuprata a Pietramelina. Sarebbe lui la belva più sanguinaria: colui, probabilmente che ha sparato 5 colpi sull’inerme Luca Rosi, ammazzato con le mani legate dietro la schiena. Nessun dna è stato invece trovato a Ramazzano. Però a collegare Pietramelina a Ramazzano ci sono elementi altrettanto pesanti: c’è la pistola rubata a Papa,  una calibro 9×17 dell’84 come quella usata per uccidere Rosi. E ci sono anche alcune testimonianze. Quella di Catalin, ma anche quella di una donna la cui casa a Resina era il covo della banda – lì sono andati dopo la fuga sulla Golf di Luca Rosi. (Umbria24.it – foto Umbria24.it)
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Trovato il cadavere di Marco Massinelli
Il giallo della scomparsa di Marco Massinelli, 26 anni, di Castiglione del Lago, maresciallo dei carabinieri in servizio alla stazione di Pegognaga (Mantova), scomparso da 9 giorni è finito male. E’ stato infatti trovato morto, secondo quanto riporta Tgcom24, a Firenzuola, in provincia di Firenze. Non sono chiare al momento le cause del decesso.
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Rapina Beroide: polizia ritrova pistola giocattolo
Una pistola-giocattolo senza tappo rosso – identica così al modello Beretta 92 FS in dotazione alle forze dell’ordine -, utilizzata per la rapina dell’altro ieri all’ufficio delle Poste di Beroide, è stata ritrovata dalla polizia dietro un cespuglio poco lontano dall’ufficio postale di Beroide di Spoleto. Gli agenti dei commissariati di Foligno e Spoleto, impegnati in un servizio di controllo del territorio, poco dopo la rapina avevano bloccato due uomini che stavano per allontanarsi in macchina. Le indagini sono tuttora in corso anche per verificare analogie operative con precedenti rapine nello stesso comprensorio. Il bottino è stato di poco più che 800 euro. I due fermati, con precedenti, sono entrambi noti come tossicodipendenti. Uno risiede a Santa Maria degli Angeli ed è domiciliato in una struttura Caritas, l’altro ha la residenza a Signoria, frazione di Torgiano. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, gli agenti hanno anche sequestrato cinque flaconi di metadone. Entrambi sono accusati di rapina aggravata in concorso e porto ingiustificato di arnesi atti ad offendere (i coltelli utilizzati nel corso della rapina).

RAPINA UFFICIO PT BEROIDE, POLIZIA TROVA PISTOLA-GIOCATTOLO Una pistola-giocattolo senza tappo rosso – identica così al modello Beretta 92 FS in dotazione alle forze dell’ordine -, utilizzata per la rapina dell’altro ieri all’ufficio delle Poste di Beroide, è stata ritrovata dalla polizia dietro un cespuglio poco lontano dall’ufficio postale di Beroide di Spoleto. Gli agenti dei commissariati di Foligno e Spoleto, impegnati in un servizio di controllo del territorio, poco dopo la rapina avevano bloccato due uomini che stavano per allontanarsi in macchina. Le indagini sono tuttora in corso anche per verificare analogie operative con precedenti rapine nello stesso comprensorio. Il bottino è stato di poco più che 800 euro. I due fermati, con precedenti, sono entrambi noti come tossicodipendenti. Uno risiede a Santa Maria degli Angeli ed è domiciliato in una struttura Caritas, l’altro ha la residenza a Signoria, frazione di Torgiano. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, gli agenti hanno anche sequestrato cinque flaconi di metadone. Entrambi sono accusati di rapina aggravata in concorso e porto ingiustificato di arnesi atti ad offendere (i coltelli utilizzati nel corso della rapina).

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GDF sequestra "centro benessere" cinese a Foligno
Un altro centro cinese collegato a quello perugino e’ stato sequestrato a Foligno dove e’ stato rilevato l’impiego di lavoratori irregolari ”in misura pari ad almeno il 20% del totale degli occupati, per cui conseguirà” scrive la Guardia di Finanza, “la chiusura in via amministrativa di entrambi i centri massaggi con conseguente recupero dei contributi non pagati nonche’ la rilevazione di consistenti difformita’ urbanistiche rispetto ai requisiti igienici e di aerazione del locale perugino che saranno oggetto di segnalazione al Comune al fine di attestarne l’inagibilità”.
Sotto il profilo fiscale l’analisi della contabilita’ in nero reperita, costituita da appunti personali e annotazioni dell’imprenditrice arrestata, ha permesso di evidenziare un incasso medio mensile nell’ordine di 50.000 euro, elemento sulla base del quale si potra’ ricostruire la situazione patrimoniale e il risultato economico dell’attivita’ svolta al fine di recuperare le imposte evase dal centro benessere, peraltro evasore totale.
(adnkronos)