Spoleto, tassa di soggiorno anche dopo la quarta notte: albergatori e commercianti infuriati

Riceviamo e pubblichiamo la lettera condivisa dall’associazione Agriturismi Spoleto, Confcommercio, Con Spoleto(Consorzio operatori turistici), Federalberghi Umbria, indirizzata al sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinis, agli assessori e ai consiglieri comunali

Gentile Sindaco,
Gentili Assessori e Consiglieri Comunali di Spoleto,
con grande sconcerto siamo venuti a conoscenza che, questa Amministrazione, negli ultimi due anni, dopo aver aumentato l’IMU per le strutture ricettive e l’imposta di soggiorno, si appresta a dare un ulteriore colpo al settore turistico avendo presentato in Commissione normativa una proposta per abolire il limite dei 4 giorni per il pagamento dell’imposta di soggiorno comunale, dovuta dai clienti delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere del Comune di Spoleto.
Ciò significa che, se questa proposta verrà accolta dal Consiglio Comunale, il turista che soggiornerà a Spoleto per più di quattro giorni, dovrà pagare l’imposta di soggiorno non più per le prime quattro notti di pernotto, ma per tutte quelle che soggiornerà.
Questa ipotesi è quanto mai incomprensibile e davvero in contrasto con quanto il Governo Centrale, le Regioni e le Pubbliche amministrazioni di molte città d’Italia stanno attuando per incentivare le presenze turistiche nei territori in un anno drammatico come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitari COVID-19 e che per il nostro territorio è ancora più drammatica, a livello economico, a causa dei danni indiretti degli eventi sismici del 2016 che hanno lasciato una lunga scia di problematiche che si stavano pian piano e con molte difficoltà e sacrifici superando.
La cosa che ci rammarica maggiormente è che sono anni che le scriventi, rinnovano ufficialmente la richiesta a codesta Amministrazione di istituire un “Tavolo tecnico permanente sul turismo pubblico – privato”, proprio per discutere anche di queste materie e che invece, per l’ennesima volta (ricordiamo che già l’aumento dell’imposta di soggiorno locale e l’aumento dell’IMU fu decisione presa con gli stessi meccanismi unilaterali), la proposta alla Commissione normativa è stata avanzata senza il minimo coinvolgimento preventivo delle categorie interessate e senza una minima conoscenza dei flussi turistici ma, soprattutto, in un anno come questo, in un quadro già molto delicato per il settore turismo e con la prospettiva dei prossimi mesi di assoluta incertezza, per i motivi sopra esposti.
Vorremmo far presente, fosse sfuggito ai destinatari della missiva e anche se non siamo stati interpellati, che tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere, nonché tutte le aziende che vivono di turismo, sono in forte sofferenza e che nei primi 8 mesi del 2020, ad esclusione dell’eccezionale flusso turistico dei mesi di luglio ed agosto, il numero di prenotati è stato del tutto irrilevante ed il 90% delle strutture sono state costrette a chiudere; idem si prevede per i prossimi mesi, per cui non c’è affatto richiesta, tant’è che molte strutture stanno già valutando ulteriori chiusure continuative mensili o infra settimanali.
Sbalorditi anche dalle motivazioni addotte verbalmente da rappresentanti istituzionali ossia che la media annuale di permanenza in città degli scorsi anni è stata di 2.5 giorni a persona e che quindi nessuno si accorgerà della differenza. Forse qualcuno non sa che è appunto una media che rappresenta da sempre un problema, sia per la Città che per la Regione tutta e per cui si stava con grande impegno cercando di trovare soluzioni per incentivare il  turista ad allungare il soggiorno e non penalizzarlo, nel caso voglia fermarsi più notti.
In estrema sintesi: se già negli anni passati l’occupazione media annua delle strutture alberghiere ed extra alberghiere era già molto bassa (circa il 35%) e quest’anno, per cause di forza maggiore che non sappiamo quanto permarranno, è drammaticamente scesa, si pensa che azioni del genere possano invertire la tendenza?
Se tutto si basa quindi sulle valutazioni fatte prendendo ad esame gli ultimi due mesi del 2020 (luglio ed agosto), del tutto eccezionali, e pensando che questa azione possa portare economie aggiuntive alle casse del Comune, si rende evidente la non conoscenza delle dinamiche turistiche e della situazione attuale sia a livello locale e nazionale, nonché mondiale.
Non si riesce proprio a capire la logica di tale proposta, tantopiù che molte città stanno ragionando all’inverso, ossia annullare, temporaneamente, l’imposta di soggiorno per incentivare i turisti a tornare e soggiornare a lungo nei territori di riferimento mentre qui, si studia come boicottare tale possibilità.
Siamo quindi a chiedere in maniera perentoria al Sindaco e alla Giunta che tale proposta sia ritirata e al Consiglio Comunale, nel caso la Giunta non procedesse in tal senso, di non recepirla per il bene delle Imprese della città che, in maniera diretta o indiretta, vivono di turismo e che gli stessi rappresentano in Consiglio Comunale.