Pergamene, monete e reperti archeologici rubati: indagato anche uno spoletino

C’è anche uno spoletino di 63 anni, B.R. le sue iniziali, nell’indagine per ricettazione di beni culturali dei carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale e della Guardia di Finanza che, coordinati dalla procura di Perugia, hanno recuperato e sequestrato pergamene, libri, reperti archeologici e numismatici di illecita provenienza, trovati nella sede di una società perugina sottoposta a una semplice verifica fiscale e poi a casa dell’imprenditore. Lo spoletino, già coinvolto in vicende analoghe, è considerato uno dei due fornitori, l’altro è un eugubino, del perugino di 77 anni trovato in possesso dei beni culturali. Tutti devono rispondere di ricettazione.

I militari hanno recuperato una “Bolla in pergamena datata 1749 di Papa Benedetto XIV” e una “Lettera datata 1787 del Vescovo di Spoleto Francesco Maria Locatelli”, entrambe provenienti dalla Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna ed asportate in data imprecisata; un “Dizionario Geografico portatile, tomo II, secolo XVIII”, rubato nel 1987 dalla Biblioteca Nazionale di Zagabria; 21 volumi, editi a Venezia nel 1820, costituenti la raccolta libraria “Le opere di Buffon”.

Nell’abitazione dell’imprenditore perugino, inoltre, sono stati sequestrati numerosi libri antichi a stampa del XVIII e XIX secolo sottratti dalla Biblioteca Queriniana di Brescia. Sono stati sequestrati, inoltre, 54 manufatti archeologici di varia tipologia foggia e materiale, tutti autentici, provenienti da scavi clandestini compiuti in aree del centro Italia, fra cui braccialetti e monili in metallo; vasi, piatti, coppe, statuette e lucerne votive in terracotta, unguentari in vetro e circa duecentocinquanta monete antiche, databili fra il IV – III secolo a.C., di epoca medievale. Fra le tante, la più significativa per l’area umbra è risultata essere, come indicato dal numismatico chiamato ad effettuare l’expertise il “Rarissimo quartino di Benedetto XIV coniato a Gubbio con tipologia utilizzata esclusivamente nel primo anno di pontificato (1740) non documentato nelle collezioni pubbliche della Regione”.

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