Umbria, allarme rosso per le associazioni di Prociv: “Tagliati i fondi”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere regionale Thomas De Luca (M5s)

“Se in questo momento dovesse accadere qualcosa noi potremmo non essere pronti”. Parole pesanti come macigni quelle pronunciate oggi durante l’audizione dei rappresentanti della consulta regionale della protezione civile in conferenza dei capigruppo. Da settimane si stanno svolgendo incontri in cui vengono poste questioni riferite al prossimo bilancio regionale evidenziando i problemi relativi al funzionamento di quel sistema (che vede il volontariato insieme al servizio di Protezione Civile) che oggi rappresenta il punto di riferimento per le tante emergenze che sono presenti nel nostro territorio regionale.

La regione dell’Umbria ha un sistema di Protezione civile che per funzionare ha bisogno di risorse ingenti soprattutto dopo che è avvenuto il terremoto. Risorse che comportano fondi, personale e funzionamento del sistema per importi complessivi che si aggirano intorno al milione di euro.

Ma da quanto emerso nella capigruppo di martedì mattina la giunta regionale starebbe per impegnare a bilancio soli 200 mila euro per il suo funzionamento a fronte di un fabbisogno di circa 850 mila euro.

Poi c’è il fondo delle emergenze regionali, fondo di riserva a cui si va ad attingere in caso di calamità o emergenze, aspetto tutt’altro che secondario quindi.

Come illustrato oggi, il suddetto fondo sarebbe a secco, vale a dire zero euro in riserva. Sempre secondo le informazioni date, la giunta starebbe per impegnare soli 70 mila euro. Altro aspetto non secondario riguarda il volontariato. A fronte dei 300 mila euro degli anni precedenti (fatta eccezione per l’anno scorso per cui a fronte della crisi della giunta regionale sono stati erogati soli 60 mila euro), quello che è previsto in questo bilancio sono 20 mila euro, che non sarebbero sufficienti neanche a pagare bolli e assicurazione dei mezzi, oltre alla manutenzione, e a tutta una serie di aspetti che sono quelli legati al funzionamento del sistema del volontariato che conta 6500 volontari, 102 associazioni e gruppi comunali.

Uno scenario da brividi che potrebbe provocare la paralisi del sistema della Protezione Civile soprattutto in caso si presentino emergenze e calamità.

Una situazione sulla quale il Movimento 5 Stelle non intende abbassare l’attenzione, vanno garantite le risorse indispensabili a fronte della sicurezza dei nostri concittadini. Stiamo predisponendo un’interrogazione per fare piena luce sulla vicenda perché se lo scenario illustrato questa mattina non viene smentito o non vengono stanziate nuove risorse siamo di fronte ad un totale corto circuito in cui a rimetterci saremo tutti noi umbri.

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