Spoleto, tornano a casa i “Capolavori del 300”: a giugno mostra da mezzo milione

Sono settanta le opere che torneranno a Spoleto, ma anche a Trevi, Montefalco e Scheggino, per la grande mostra “Capolavori del 300. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino” che inaugurerà il 24 giugno.

In città a ospitare le opere sarà la Rocca Albornoziana e la chiesa di Sant’Eufemia, resa celebre dalla tv per fare da set alla canonica di Don Matteo.

I pezzi in mostra sono tutti datati tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento, sono stati realizzati da maestri rimasti anonimi, protagonisti del periodo d’oro della Valle Umbra e della Valnerina, dove gli artisti sono stati a lungo ispirati dal cantiere di Giotto ad Assisi.

I capolavori non sono più in Umbria da secoli, perlopiù sono stati venduti in epoca Napoleonica e post unitaria, entrando a far parte di collezioni pubbliche e private sia italiane che internazionali.

Negli ultimi due anni i quattro Comuni e la Regione, ma soprattutto la Soprintendenza e il Polo museale dell’Umbria, hanno lavorato affinché i grandi musei concedessero i prestiti. Le settanta opere, infatti, arriveranno a Londra, Parigi, Newark (Stati Uniti), Vaticano, Venezia, Milano, L’Aquila e altri. Anche per questo il costo della grande mostra gira intorno al mezzo milione di euro, finanziato dai soggetti pubblici coinvolti ma anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e Gruppo autonomia locali (fondi comunitari).

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